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Food Trend

FICO EATALY WORLD | Cosa è, come è nato, come funziona

On giovedì, Dicembre 7, 2017 | 4.810

Siete già andati a visitare FICO Eataly World ?
Fico, il più grande parco agroalimentare del mondo, dove scoprire i sapori Italiani, mangiare di gusto nei chioschi o ristoranti, fare la spesa e volendo si possono esplorare le attrazioni in bici girando per i suoi 100.000mq.
Non perderti questo viaggio nel mondo food !

Il progetto è gigantesco e dunque di difficile definizione. Come tutte le cose grandi ognuno si sta facendo la propria idea di cosa sia realmente Fico. L’inaugurazione è avvenuta alla metà di novembre ed è un luogo che ambisce a formare le coscienze di grandi e piccini.

C’era una volta il Centro Agro Alimentare di Bologna (CAAB) in una zona periferica della città di Bologna e l’amministrazione comunale pensò nel 2012 di coinvolgere Oscar Farinetti di Eataly per creare un grande contenitore sul cibo. Riescono così a portare a termine il progetto sconfinato, inclusa l’invenzione del nome-brand: FICO, fabbrica italiana contadina, un mix tra Expo e Eataly insieme.

 

Come funzionano le fabbriche?

I numeri del progetto sono impressionanti, 10 ettari, di cui 8 al coperto, 150 anziende coinvolte, 700 posti di lavoro più l’indotto, 40 fabbriche che altro non sono che luoghi in cui le aziende non solo vendono e somministrano ma anche producono con impianti veri e propri, 6 aule didattiche, 6 giostre educative a tema, un centro congressi da 1000 posti, 47 punti di ristoro, il mercato, le botteghe, il bazar, 200 capi di bestiame negli allevamenti circostanti, 2000 coltivazioni negli appezzamenti dimostrativi.

 

Fico in pianta è una sorta di “elle”, al centro una pista ciclabile che la percorre tutta (centinaia di bici a tre ruote, brandizzate Bianchi, mentre la navetta interna è brandizzata da Trenitalia) e ai lati i camminamenti pedonali sui quali si affacciano i chioschi e le fabbriche, all’esterno delle fabbriche le aree esterne, coerenti con le fabbriche stesse.

 

Per capirci, la fabbrica di Granarolo ha all’esterno i recinti con le vacche, la fabbrica di Urbani Tartufi ha all’esterno vivai per farsi a casa propria la “piantagione” di tartufi, oltre che una tartufaia dimostrativa. La fabbrica dell’olio del Frantoio Roi ha all’esterno un’aiuola con alcune varietà di ulivi, e così via….

Il sistema delle fabbriche è ancor  più interessante non tanto perchè permette alle aziende di fare formazione ai clienti, quanto perchè è ideale come banco di prova per nuovi prodotti. Sostanzialmente il sistema delle fabbriche consente alle aziende e ai brand di spostare in un luogo condiviso, il tradizionale centro di formazione, dimostrazione & ricerca aziendale, dove le aziende più illuminate e aperte accolgono clienti, turist, scolaresche, distributori. Oggi lo si può in questo luogo accentrato, al cospetto di milioni di contatto all’anno.

 

Il ruolo di Fico

“Questa non è la mecca del consumismo, è il luogo dove si impara il cibo e dove si fa la lotta agli sprechi”. Grazie ad uno storytelling efficace e coinvolgente, Fico lascia l’impressione di stare in un luogo dove per te sono state selezionate le migliori realtà del made in Italy, ti convince che una visita approfondita può soddisfare gran parte delle tue necessità di conoscenza sull’agroalimentare del paese con più biodiversità al mondo. E uno dei target sono proprio i giovani nella fascia tra 8 e 16 anni, “nel momento in cui si comincia a pensare con la propria testa”, dice Farinetti.

Eataly e Coop hanno concepito il progetto di retail shop sul food più innovativo del mondo. Qualcosa che dà reali risposte all’attuale crisi del retail e alla crisi superiore che verrà. Una innovazione che parte dall’Italia e rispetto alla quale tutti dovremmo essere orgogliosi. Già oddi è infatti complicato convincere il consumatore a recarsi in un punto vendita, l’appeal dell’e-commerce è soverchiante. Domani, quando grazie alla tecnologia quasi tutte le difficoltà logistiche e di delivery saranno superate, sarà plausibile la prospettiva di supermercati e grocery store strutturalmente mezzi vuoti. Si salveranno in pochi, solo quei progetti capaci di completare l’esperienza di saper aggiungere elementi di intrattenimento e di crescita, capaci di unire all’acquisto anche la somministrazione, il coinvolgimento, l’interazione, la partecipazione, come appunto Fico. Sarà solo in questi spazi che le famiglie continueranno ad andare a fare la spesa: i supermarket tradizionali non avranno più grande motivo di esistere.

 

Perchè puntare così tanto sulla formazione e la didattica?

Eataly World non ha rivali nel suo genere, a livello didattico che è tutta demandata alle aziende. I consumatori così sono centrati in pieno dal formidabile storytelling eatalyano e il coinvolgimento emotivo della narrazione sarà tale che una buona percentuale dei destinatati della filiera didattica di Fico andranno via da Bologna forti della convinzione di aver acquistato i migliori prodotti.

 

Fico non è interessante tanto perchè è “contadino”, quanto perchè invece dà la possibilità di osservare da vicino processi autenticamente industriali e applicazioni nel settore alimentare della grande meccanica di precisione italiana. Non è interessante tanto perchè ci fa imparare delle cose, quanto perchè è la più avanzata e geniale risposta alla crisi del commercio al dettaglio.

 

 

Giancarlo Rovatti

 

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0 Tags: consulenza marketing, Food, storytelling, trend

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Giancarlo Rovatti

Il lavoro continua dal 1982. Prima la Pubblicità, poi il Marketing, la Comunicazione Digitale e oggi la Mentalità con progetti strategici personalizzati che portano valore e creano engagement con il tuo target. La cosa più bella del mio lavoro? Vedere un progetto che diventa realtà!

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